Il DOE spinge per un rapido ampliamento dell’arricchimento dell’uranio negli USA

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Negli ultimi mesi il Dipartimento dell’Energia (DOE) ha intensificato le pressioni su Centrus Energy, General Matter e Orano per accelerare i programmi di costruzione di nuovi impianti di arricchimento dell’uranio. La richiesta nasce dalla scadenza, all’inizio del 2028, delle deroghe che attualmente consentono le importazioni di uranio arricchito, derivate dall’intervento del DOE dopo l’inizio della guerra Russia‑Ucraina nel 2022.

Contesto normativo e finanziario

Il conflitto del 2022 ha provocato un rialzo dei prezzi lungo tutta la catena del combustibile nucleare e ha coinciso con il divieto statunitense di importare uranio arricchito dalla Russia. In risposta, il DOE ha concesso deroghe a tutti gli importatori, principalmente Centrus e le utility proprietarie di reattori commerciali. Tali deroghe scadranno all’inizio del 2028 e, secondo Michael Goff del DOE, non è prevista alcuna estensione. Per colmare il divario di capacità di arricchimento, Washington ha destinato ingenti risorse finanziarie: all’inizio dell’anno sono stati assegnati 900 milioni di dollari a ciascuna delle tre aziende coinvolte. Il vice segretario all’Energia James Danly ha sottolineato l’importanza del combustibile per una possibile “rinascita nucleare”.

Obiettivi di capacità e offerte economiche

Le proposte presentate dalle aziende mostrano differenze marcate. General Matter ha offerto di produrre 355 tonnellate metriche di HALEU (uranio ad alta concentrazione) all’anno in cambio dei 900 milioni di dollari assegnati. Centrus, invece, ha indicato una capacità iniziale di 12 tonnellate metriche annue, con l’intenzione di aumentare la produzione in seguito. La differenza di capacità proposta è stata evidenziata da fonti vicine ai contratti del DOE. Centrus prevede il primo nuovo impianto operativo nel 2029, con la capacità completa di 12 tonnellate prevista dopo il 2030.

Profilo dei tre attori

Centrus Energy, con radici che risalgono al Progetto Manhattan, è l’unica struttura statunitense autorizzata dalla NRC a produrre HALEU. Dopo la chiusura dell’ultimo impianto di arricchimento domestico più di dieci anni fa, Centrus ha operato come broker, importando uranio da Europa e Russia. Recentemente ha firmato accordi di fornitura con le società di sviluppo di reattori avanzati Radiant, X‑energy e Antares, con consegne previste entro la fine del decennio.

Orano, azienda francese a capitale statale, fornisce da decenni l’intera flotta nucleare francese. Dopo un tentativo fallito di espansione negli USA nel periodo post‑Fukushima, sta avviando un nuovo progetto nello stato del Tennessee per contribuire alla sostituzione delle importazioni russe.

General Matter è una startup sostenuta da Peter Thiel e guidata dall’ingegnere ex‑SpaceX Scott Nolan. Le informazioni pubbliche sull’attività sono limitate; la società ha avviato lavori preliminari per una struttura a Paducah, Kentucky, e ha discusso possibili operazioni in California, Utah e Washington. Politico ha riportato che General Matter ha siglato contratti con X‑energy, Antares e un’utilità non identificata.

Prospettive e scadenze

Con le deroghe in scadenza nel 2028, il DOE ha espresso la necessità di accelerare i tempi di costruzione. La differenza tra le capacità annue offerte da General Matter e Centrus evidenzia una disparità significativa nella capacità di risposta al fabbisogno previsto. Centrus, pur avendo una posizione privilegiata come unico produttore domestico di HALEU, dovrà ridurre i tempi di realizzazione e aumentare gli obiettivi di produzione per mantenere il ruolo di leader. Orano, pur avendo ricevuto lo stesso finanziamento, dovrà dimostrare la fattibilità del progetto nel Tennessee entro le scadenze indicate dal DOE.

Fonte

zerohedge.com

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