Il sindaco di New York Mamdani prevede l’estensione del socialismo a livello nazionale
Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha dichiarato in un’intervista a CNN International che la sua visione socialista, finora sperimentata nella città, “si tradurrà assolutamente a livello nazionale”. L’affermazione è stata fatta durante il programma di Amanpour, dove gli è stato chiesto se gli elettori americani siano pronti a eleggere candidati di sinistra radicale e se le elezioni di medio‑termine del 2026 possano diventare un referendum sul Democratic Socialists of America (DSA). Mamdani ha collegato le difficoltà di vita dei newyorkesi a quelle della classe operaia americana, sostenendo che esiste una sola maggioranza nel Paese: i lavoratori.
Intervista e dichiarazioni del sindaco
Nel corso dell’intervista, Mamdani ha spiegato che, pur riconoscendo la “eccezionalità” di New York come “la più grande città del mondo”, le sue problematiche – costo della vita, difficoltà di accesso a casa, assistenza all’infanzia e trasporto pubblico – sono condivise da lavoratori in tutto il territorio nazionale. Ha affermato: “C’è solo una maggioranza in questo Paese, è la classe operaia”. Il sindaco ha inoltre richiamato il New Deal di Franklin Roosevelt, sostenendo che le critiche dell’epoca sul fatto che il modello non potesse funzionare a livello nazionale siano state superate. Mamdani ha espresso la volontà di vedere il Partito Democratico tornare a essere “sinonimo dei lavoratori”, in una forma influenzata dal DSA.
Risultati elettorali e percezione del socialismo
Le affermazioni di Mamdani si inseriscono in un contesto in cui, a giugno, diversi candidati sostenuti dal sindaco hanno sconfitto gli incumbenti democratici e ottenuto le nomination in circoscrizioni sicure. Tra i vincitori figurano le membri del DSA Claire Valdez e Darializa Avila Chevalier, oltre al progressista Brad Lander. Le loro campagne si sono basate su proposte di “tax‑the‑rich”, critiche verso Israele e, in alcuni casi, l’abolizione di ICE. Un sondaggio di CNN condotto a fine luglio ha rilevato che circa un terzo dei democratici e degli adulti orientati democraticamente si identifica come democratico‑socialista; questi elettori, più giovani, mostrano una maggiore propensione a spostare il partito verso sinistra e a sostenere politiche come la riduzione del sostegno statunitense a Israele.
Reazioni e critiche
Le dichiarazioni di Mamdani hanno suscitato reazioni contrastanti. Il presidente della Camera, Mike Johnson, ha definito la nuova ondata di candidati “socialisti, marxisti” e “i più radicali mai candidati al Congresso”. Alcuni commentatori di sinistra moderata, tra cui Bill Maher, hanno avvertito che il “far‑left” sta prendendo il controllo del Partito Democratico, citando anche le affermazioni di Mamdani su “elettare più comunisti”. Inoltre, Mamdani ha criticato l’amministrazione Trump per la persecuzione dei richiedenti asilo e ha descritto gli Stati Uniti come un’arena di supremazia riservata a pochi.
Strategia comunicativa dell’amministrazione
Un’inchiesta recente ha evidenziato che l’amministrazione di New York ha creato una rete di quasi 200 creatori di contenuti online per diffondere i propri messaggi. La rete opera attraverso un gruppo privato su Signal denominato “NYC Creators Announcements”, gestito da Emilia Rowland, direttrice del New Media e Cultural Communications con un compenso annuo di 175 000 $. La direttrice delle comunicazioni, Anna Bhar, percepisce 260 000 $ all’anno. La rete, originata dall’iniziativa “Creators4Zohran” della campagna elettorale, ha visto alcuni influencer ricevere fondi pubblici per campagne pubblicitarie e di messaggistica della città, secondo quanto riportato dalla Columbia Journalism Review.