Fed: l’indicatore PCE core mostra un’inflazione annua al 3,3 % in luglio
- Punto chiave 1: L’indicatore PCE core è salito al 3,3 % annuo in luglio, in linea con le previsioni.
- Punto chiave 2: Il reddito personale è aumentato del 0,4 % mensile, mentre la spesa è salita del 0,2 %.
- Punto chiave 3: I rendimenti dei Treasury hanno raggiunto livelli non visti dal 2007, alimentando l’incertezza sul futuro della politica monetaria.
Sentiment: NEUTRALE
L’ultimo dato dell’Indice dei Prezzi dei Consumi Personali (PCE), preferito dalla Federal Reserve per le sue previsioni di inflazione, indica che l’inflazione core è rimasta stabile al 3,3 % annuo in luglio. Sebbene la pressione sui prezzi rimanga al di sopra del target del 2 %, i dati suggeriscono che la Fed potrebbe mantenere la sua attuale posizione di “tolleranza” prima di considerare un’ulteriore mossa di rialzo dei tassi.
Inflazione e PCE Core
Il PCE core, che esclude i componenti volatili come cibo e energia, è salito del 0,2 % mese su mese, portando l’inflazione annua al 3,3 %. Questo risultato è in linea con le aspettative degli analisti e conferma la tendenza di moderazione della pressione sui prezzi. L’indicatore principale, il PCE complessivo, è aumentato del 0,2 % mese su mese, con un tasso annuo del 3,7 %. La differenza tra i due valori evidenzia la persistente volatilità nei settori energetici e alimentari, che continuano a influenzare la percezione pubblica dell’inflazione.
Spending e reddito personale
Il reddito personale è cresciuto del 0,4 % in luglio, superando le previsioni di mercato. La spesa, invece, è aumentata solo dell’0,2 %, anch’essa superiore alle aspettative. Questi dati indicano una certa resilienza del potere d’acquisto dei consumatori, ma anche una cautela nella spesa, probabilmente dovuta alla preoccupazione per i tassi di interesse in crescita.
Mercati obbligazionari e aspettative di politica monetaria
I rendimenti dei Treasury a 10 e 30 anni hanno raggiunto i massimi livelli non visti dal 2007, prima della crisi finanziaria globale. L’aumento è alimentato da due fattori principali: la fiducia ridotta nella capacità della Fed di mantenere l’inflazione al 2 % e le preoccupazioni sul debito e il deficit federale. Nonostante l’iniziativa del Segretario al Tesoro Scott Bessent di aumentare i buyback di debito, gli investitori rimangono scettici sull’efficacia di tale misura nel contenere i rendimenti.
Il ruolo di Jackson Hole e la comunicazione della Fed
Mentre la Fed non si riunirà formalmente in agosto, i funzionari si incontreranno a Jackson Hole, Wyoming, per il loro simposio annuale. Il discorso di policy del presidente della Fed, Kevin Warsh, è previsto per venerdì. Warsh, che è entrato in carica a maggio, ha mantenuto una posizione cauta, preferendo che i mercati guidino la percezione della politica futura. La sua comunicazione sottolinea l’importanza di una valutazione equilibrata delle pressioni inflazionistiche e delle condizioni economiche.
Prospettive future e conclusioni
Con l’inflazione ancora ben al di sopra del target, la Fed probabilmente continuerà a monitorare attentamente i dati prima di prendere una decisione sui tassi. I mercati prevedono solo una probabilità di circa 1 su 3 per un rialzo dei tassi al prossimo incontro del FOMC (15‑16 settembre), con la maggior parte delle probabilità di un’ulteriore mossa a dicembre. Nel frattempo, la Fed dovrà bilanciare la necessità di contenere l’inflazione con la protezione della crescita economica, mentre i rendimenti obbligazionari rimangono un indicatore chiave delle aspettative di mercato.