Regno Unito mantiene in revisione i dazi sui veicoli elettrici cinesi, punta al programma Buy European
Il Business Secretary britannico Jonathan Reynolds ha dichiarato che i dazi sui veicoli elettrici (EV) cinesi rimarranno “in revisione”, mentre il Regno Unito cerca di assicurarsi un ruolo nel nuovo programma industriale europeo “Buy European”. La questione si inserisce in un più ampio dibattito tra Londra e Bruxelles sulla partecipazione britannica alle catene di approvvigionamento europee e sul possibile impatto di eventuali dazi commerciali.
Richieste dell’Unione Europea e contesto dei dazi
L’Unione Europea ha chiesto al Regno Unito di aumentare i dazi sui veicoli elettrici provenienti dalla Cina per facilitare le trattative di adesione al programma “Buy European”. Tale richiesta nasce dal timore che la Gran Bretagna possa fungere da “porta d’accesso” per i veicoli cinesi nel mercato unico europeo. Nel 2024 l’UE ha già imposto dazi a doppia cifra sui EV cinesi, una misura volta a proteggere le proprie industrie da sussidi e dalla concorrenza a basso costo proveniente da Pechino.
Posizione del Regno Unito e considerazioni commerciali
Reynolds ha sottolineato che il Regno Unito sta valutando la questione dei dazi con maggiore attenzione rispetto ad altri temi, riconoscendo che “diverse parti del nostro settore hanno esigenze differenti”. Il governo britannico ha evidenziato la natura “orientata all’esportazione” del proprio comparto automobilistico, avvertendo che l’imposizione di dazi potrebbe compromettere i mercati di esportazione e provocare ritorsioni commerciali. In questo contesto, Reynolds ha definito la posizione del Regno Unito “finemente bilanciata”.
Il segretario ha inoltre ribadito che escludere il Regno Unito dal programma “Buy European” non sarebbe vantaggioso per l’Europa, sottolineando il ruolo del Regno Unito come seconda economia più grande del continente. La spinta verso “Made in Europe” è descritta come un’iniziativa volta a rafforzare la resilienza e l’autonomia dell’industria europea di fronte a pressioni provenienti sia dagli Stati Uniti sia dalla Cina.
Implicazioni per le catene di approvvigionamento e per gli investimenti cinesi
Nel caso di esclusione delle catene di fornitura britanniche dal programma europeo, il lobby automobilistico britannico SMMT ha avvertito che l’impatto economico per l’UE potrebbe ammontare a 24 miliardi di euro di attività economica persa. Oltre al settore automobilistico, anche le catene di approvvigionamento chimico ed energetico del Regno Unito potrebbero subire restrizioni.
Reynolds ha mostrato apertura verso la possibilità che i produttori cinesi di EV stabiliscano impianti nel Regno Unito. Un esempio recente è l’accordo di memorandum d’intesa tra Nissan e il produttore cinese Chery, che prevede l’utilizzo di una linea di produzione a Sunderland per la fabbricazione di veicoli elettrici.
Prospettive future e prossimi passi
Il dibattito tra Londra e Bruxelles rischia di ritardare un importante vertice previsto per la fine dell’anno, dedicato alla conclusione di una serie di negoziati commerciali. Reynolds ha inoltre evidenziato che “questioni costituzionali” relative al rapporto con l’UE stanno generando incertezza per le imprese, suggerendo che l’attenzione dovrebbe concentrarsi su come migliorare la relazione commerciale piuttosto che su un eventuale ritorno del Regno Unito nell’Unione.
In sintesi, il Regno Unito mantiene una posizione cauta sui dazi ai veicoli elettrici cinesi, cercando di bilanciare le esigenze del proprio settore export con le richieste dell’UE, mentre continua a valutare la propria partecipazione al programma “Buy European” e a monitorare le opportunità di investimento da parte di produttori cinesi.