Governo francese prevede un congelamento “reversibile” delle pensioni oltre 1 260 €
Il progetto di legge di finanziamento della Sicurezza sociale, visionato da POLITICO, indica che il governo francese intende introdurre, mediante decreto, la possibilità di congelare o sottindicizzare le pensioni superiori a 1 260 €. Il provvedimento prevede tre fasce di trattamento, senza fissare a priori i tassi di rivalutazione, e si colloca in un contesto di ricerca di flessibilità rispetto alle richieste parlamentari di un blocco totale delle pensioni.
Tre fasce di rivalutazione
Il meccanismo proposto distingue tre livelli di pensione. Per le pensioni fino a 1 260 € è prevista una rivalutazione pari all’inflazione. Per le pensioni comprese tra 1 260 € e 2 034 €, così come per quelle superiori a 2 034 €, il futuro decreto dovrà stabilire una sottindicizzazione o, in alternativa, il congelamento dei valori. Il governo non ha ancora definito i coefficienti di rivalutazione, lasciando la decisione a criteri di bilancio che saranno valutati successivamente.
Decreto e flessibilità politica
Secondo quanto riportato, la scelta di affidare al governo la determinazione dei coefficienti, anziché richiedere al Parlamento un voto diretto sul congelamento, è stata definita “una tentativa molto malina” da un’ex esperta dei conti sociali di Bercy. Un alto funzionario ha osservato che il provvedimento è “reversibile” perché il governo potrà modificare il valore indicato nel decreto, rendendo più agevole l’eventuale approvazione parlamentare. Inoltre, in assenza di un nuovo decreto con un diverso coefficiente, si applicherà di default il congelamento delle pensioni.
Tempistiche e ruolo del Parlamento
Il primo ministro Sébastien Lecornu, in vista della presentazione dei testi finanziari prevista per giovedì mattina, ha assicurato che “nessuna pensione diminuirà” e che “il ritmo di aumento delle pensioni sarà deciso dal Parlamento”. Tuttavia, il progetto non fissa alcun tasso specifico, lasciando al governo (o a un eventuale futuro esecutivo) la possibilità di adeguare il “cursore” in base alle prospettive finanziarie del sistema pensionistico. Il decreto potrà essere adottato entro il 31 ottobre 2027 e avrà effetto retroattivo al 1 gennaio dello stesso anno, includendo una clausola di salvaguardia che consentirà al prossimo esecutivo, dopo le elezioni presidenziali, di rivedere o mantenere il congelamento totale o parziale.
Altri elementi di risparmio
Il documento non menziona la riforma dell’abattimento fiscale di cui beneficiano i pensionati, ma indica che si tratta di un’ulteriore possibile misura di contenimento della spesa pubblica valutata dal governo.