September 9, 2026

Cina: dipendenza dal dollaro e strategia di copertura contro le sanzioni di Washington

0
copertina_allfounds
⚡ Key Takeaways & Analisi Rapida

  • Punto chiave 1: Le sanzioni statunitensi contro l’Iran mettono in crisi le banche cinesi che facilitano le transazioni, ma la Cina rimane vincolata al sistema del dollaro.
  • Punto chiave 2: Il sistema CIPS e i nuovi accordi di swap con Argentina e Australia indicano una diversificazione graduale, ma non un abbandono del dollaro.
  • Punto chiave 3: Il prossimo vertice tra Trump e Xi è cruciale: la Cina vuole proteggere i propri interessi senza scatenare una crisi del yuan.

Sentiment: NEUTRALE

La Cina si trova in una posizione di difficile equilibrio. Da un lato, il sistema finanziario globale è ancora dominato dal dollaro statunitense, dal quale dipendono le transazioni commerciali e le operazioni di investimento di milioni di banche cinesi. Dall’altro, Washington ha intensificato le sanzioni contro l’Iran, minacciando di tagliare dal sistema SWIFT le banche che facilitano il riciclaggio di profitti petroliferi iraniani. In questo contesto, la Cina sta costruendo una rete di copertura che le consenta di mantenere l’accesso al dollaro, pur riducendo la propria esposizione a potenziali sanzioni.

SPAZIO BANNER ADSENSE - ARTICOLO

1. Il contesto delle sanzioni statunitensi contro l’Iran

Il 28 febbraio 2024, il presidente Donald Trump ha lanciato un “economic D-Day” contro l’Iran, con l’obiettivo di bloccare le transazioni finanziarie che alimentano il regime iraniano. Il Segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha dichiarato che qualsiasi entità che faciliti il riciclaggio di denaro o l’evasione delle sanzioni rischierà di essere esclusa dal sistema finanziario statunitense. Le sanzioni si concentrano su un numero crescente di aziende e individui cinesi, accusati di aver supportato le operazioni militari iraniane.

Per le banche cinesi, la minaccia è concreta: la perdita di accesso a SWIFT e al mercato dei titoli statunitensi comporterebbe un impatto enorme sulla liquidità e sulla capacità di operare a livello globale. Tuttavia, la Cina ha risposto con una dichiarazione di “tutte le misure necessarie” per proteggere i propri interessi, ribadendo la propria opposizione a sanzioni unilaterali senza fondamento internazionale.

2. La dipendenza dal dollaro: statistiche e implicazioni

Nonostante la crescente pressione, il dollaro rimane il moneta dominante nelle transazioni internazionali. Secondo i dati di Swift, il 50% delle operazioni globali in luglio 2024 è stato effettuato in dollari, mentre lo yuan occupa solo il 3,1% delle transazioni. Nel settore del commercio, il dollaro rappresenta quasi l’80% delle operazioni di finanziamento, con lo yuan in seconda posizione al 8,4%.

Questa dipendenza è particolarmente critica per la Cina, che ha tradizionalmente importato circa il 12% del suo petrolio da Iran, rendendolo il partner commerciale più importante del paese. La perdita di accesso al dollaro significherebbe non solo una riduzione della liquidità, ma anche un aumento dei costi di transazione e una minore competitività delle imprese cinesi sul mercato globale.

3. Il sistema CIPS: un’alternativa graduale

Per mitigare il rischio di esclusione, la Cina ha investito nello sviluppo del Cross‑Border Interbank Payment System (CIPS), l’equivalente cinese di SWIFT. Lanciato nel 2012, CIPS è stato progettato per facilitare i pagamenti in yuan e ridurre la dipendenza dal dollaro. Nel 2022, le transazioni CIPS sono aumentate in seguito alla guerra Russia‑Ucraina, e l’anno corrente ha visto una crescita costante.

Il sistema conta 210 istituzioni partecipanti a livello globale, la maggior parte delle quali sono filiali di banche statali cinesi. Sebbene lo yuan non abbia ancora raggiunto la quota di mercato di cui il dollaro, la sua presenza è in crescita, soprattutto nei settori del commercio e del finanziamento.

4. Accordi di swap e diversificazione geopolitica

Recentemente, l’Argentina e l’Australia hanno rinnovato accordi di swap valutarie con la Cina, consentendo lo scambio di miliardi di dollari in yuan tra i rispettivi centri bancari centrali. Tali accordi rafforzano la posizione della Cina come partner finanziario alternativo e riducono la dipendenza dal sistema americano.

Secondo Peter Alexander, direttore di Z‑Ben a Shanghai, “il nuovo sistema finanziario emergente non è un’abbandono del dollaro, ma un’arma di copertura geopolitica.” In altre parole, la Cina sta costruendo un’architettura finanziaria che le consenta di operare in modo indipendente, pur mantenendo la capacità di accedere al dollaro quando necessario.

5. Il ruolo della diplomazia e il prossimo vertice Trump‑Xi

Il prossimo incontro tra Trump e Xi, previsto per la fine di settembre, sarà cruciale per definire la direzione della relazione bilaterale. Dan Wang di Eurasia Group ha sottolineato che “il nucleo della relazione Cina‑USA riguarda la questione di Taiwan, non la Cina‑Iran”. La Cina ha anche fermato gli investimenti statali in infrastrutture internazionali dal 2018, riducendo la sua influenza diretta sul settore.

Un’eventuale esclusione di una banca cinese dal sistema SWIFT aumenterebbe la pressione di svalutazione sul yuan, una situazione che la Cina considera “inaccettabile”. Pertanto, la Cina è pronta a negoziare, ma non a rinunciare al dollaro.

6. Prospettive future: equilibrio tra dipendenza e autonomia

La Cina si trova a dover bilanciare due imperativi: mantenere l’accesso al dollaro per sostenere il suo motore commerciale e ridurre la vulnerabilità a sanzioni future. La costruzione di CIPS, l’espansione degli accordi di swap e la gestione attenta delle relazioni con gli Stati Uniti indicano una strategia di “diversificazione graduale” piuttosto che un rifiuto netto del sistema del dollaro.

Nel lungo termine, la Cina potrebbe continuare a rafforzare la propria infrastruttura finanziaria, ma la dipendenza dal dollaro rimarrà un fattore critico. La capacità di Washington di imporre sanzioni e la volontà cinese di protegg

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *