Attacco di terza ondata a Coldcard: spostati il 45% dei Bitcoin rubati tramite THORChain e CoinJoin
- Punto chiave 1: L’attaccante della terza ondata ha trasferito circa il 45 % dei Bitcoin sottratti, usando THORChain per passare a Ethereum e CoinJoin per offuscare le tracce.
- Punto chiave 2: Sono stati creati 293 vault multisig 2‑of‑2; i fondi dei 11 vault più grandi sono già stati spostati in ordine decrescente di dimensione.
- Punto chiave 3: Complessivamente, il 82 % dei Bitcoin rubati rimane negli indirizzi originali dell’attaccante, mentre il 18 % è stato movimentato per operazioni di riciclaggio.
Sentiment: BEARISH
Galaxy Research ha fornito nuovi dettagli sull’attacco di terza ondata che ha colpito i portafogli hardware Coldcard, rivelando che l’attore malevolo ha spostato quasi la metà dei Bitcoin sottratti, impiegando meccanismi avanzati di anonimizzazione come THORChain e CoinJoin.
Meccanismo di spostamento dei fondi
Il soggetto responsabile ha iniziato a trasferire Bitcoin verso la rete Ethereum tramite THORChain a partire dal 2 settembre, sfruttando la capacità di questo protocollo di effettuare swap cross‑chain senza intermediari centralizzati. Successivamente, i Bitcoin sono stati inseriti in round di CoinJoin, una tecnica che aggrega più pagamenti in un’unica transazione, rendendo estremamente difficile tracciare la provenienza e la destinazione dei fondi.
Struttura dei vault multisig
Per gestire il volume di monete rubate, l’attaccante ha creato 293 vault a firma multipla 2‑of‑2. I fondi sono stati prelevati in modo sistematico, partendo dai vault più grandi. Finora, le risorse dei 11 vault di maggior valore sono state completamente svuotate, indicando una strategia di liquidazione graduale volta a minimizzare l’impatto sul mercato.
Implicazioni per la sicurezza dei wallet hardware
Questo episodio rappresenta il terzo più grande exploit di wallet hardware del 2026, superato solo dal furto da 293 milioni di dollari al Kelp DAO e dal hack da 280 milioni di dollari al protocollo Drift. La persistenza di oltre l’80 % dei Bitcoin negli indirizzi controllati dall’attaccante suggerisce che gran parte del capitale rubato rimane inattivo, ma la recente attività di riciclaggio aumenta il rischio di ulteriori movimenti di liquidità verso exchange o servizi DeFi.
Prospettive di mercato e risposta della community
Il trasferimento di una quota significativa di Bitcoin rubati può generare volatilità nei mercati, soprattutto se i fondi dovessero finire su exchange centralizzati. Gli analisti avvertono che, sebbene la maggior parte dei Bitcoin rubati sia ancora “bloccata”, la capacità dell’attaccante di mascherare le transazioni rende più difficile per le autorità e le piattaforme di compliance individuare e congelare i proventi illeciti.
Conclusioni
L’attacco di terza ondata a Coldcard evidenzia la crescente sofisticazione delle tecniche di riciclaggio cripto. Gli operatori di mercato, gli exchange e le autorità di regolamentazione dovranno intensificare i controlli AML e adottare soluzioni di monitoraggio avanzate per contrastare queste minacce. Nel frattempo, gli utenti di wallet hardware sono invitati a rivedere le proprie pratiche di sicurezza e a considerare l’uso di soluzioni di custodia multi‑firma per mitigare il rischio di future compromissioni.