EPA revoca norme sulle emissioni delle centrali: stima di 123 milioni di tonnellate di CO₂ in più
L’Agenzia per la Protezione Ambientale degli Stati Uniti (EPA) ha annunciato, a settembre, la rinuncia al proprio potere di regolare le emissioni di gas serra delle centrali elettriche ai sensi del Clean Air Act. La decisione elimina i limiti precedentemente imposti a impianti a carbone e gas, con una previsione di aumento delle emissioni di anidride carbonica di 123 milioni di tonnellate metriche nei prossimi dieci anni.
La revoca delle norme e le sue implicazioni operative
La mossa segue la precedente cancellazione, da parte dell’amministrazione Trump, del provvedimento del 2009 che riconosceva i gas serra come minaccia significativa per la salute pubblica e l’ambiente. Con la revoca, le centrali elettriche non saranno più tenute a rispettare gli standard di riduzione delle emissioni introdotti nel 2024 sotto l’amministrazione Biden. L’amministratore dell’EPA, Lee Zeldin, ha dichiarato che la modifica “metterà fine alla guerra sul carbone” e promette “prezzi più bassi dell’elettricità” e “un’America più prospera”.
Stime di impatto ambientale ed economico
Quando le norme più severe erano state proposte nel 2024, l’EPA aveva previsto una riduzione di un miliardo di tonnellate di gas serra entro il 2027, con benefici netti stimati in 370 miliardi di dollari, oltre a prevenire 1 200 morti premature e 360 000 attacchi d’asma nel 2035 grazie a un miglioramento della qualità dell’aria. Con la revoca, l’analisi interna dell’EPA indica che gli operatori delle centrali potranno risparmiare circa 370 milioni di dollari in costi di conformità diretti, ma non tiene conto dei benefici sanitari persi.
Reazioni di gruppi ambientalisti e valutazioni scientifiche
Il Sierra Club, rappresentato da Holly Bender, ha definito la decisione “una negazione totale del clima” e ha annunciato l’intenzione di opporsi in tribunale, al Congresso e nelle comunità. L’EPA ha inoltre rilasciato una dichiarazione secondo cui le emissioni di gas serra delle centrali “non hanno un impatto materiale sul cambiamento climatico globale”, posizione in contrasto con le affermazioni della U.S. Energy Information Administration (EIA) del 2024, che confermano la certezza scientifica che alti livelli di gas serra riscaldano il pianeta e alterano i modelli climatici.
Contesto internazionale e prospettive future
Il ritiro delle norme avviene mentre le Nazioni Unite hanno avvertito che il mondo sta per superare l’obiettivo di limitare il riscaldamento a 1,5 °C rispetto ai livelli pre‑industriali, con conseguenze quali ondate di calore più intense, inondazioni, scioglimento dei ghiacciai e innalzamento del livello del mare. Negli Stati Uniti, la generazione di elettricità rappresenta circa il 25 % delle emissioni totali di gas serra, posizionandosi come il quinto maggior emettitore globale se considerata una nazione a sé stante, dietro a Cina, Stati Uniti, India e Russia. L’amministrazione Trump ha inoltre indicato l’intenzione di potenziare lo sviluppo del gas naturale e di mantenere operative le centrali a carbone, in linea con le previsioni dell’EIA che indicano un aumento della domanda e dell’offerta di gas naturale negli Stati Uniti, superando persino la crescita cinese.