Trump intensifica la pressione sul Fed per evitare l’aumento dei tassi
- Punto chiave 1: Il presidente Trump e i suoi collaboratori hanno lanciato una campagna di pressione per impedire l’aumento dei tassi di interesse.
- Punto chiave 2: Il Fed, guidato da Kevin Warsh, afferma la propria indipendenza e si concentra sull’inflazione, non sullo stimolo alla crescita.
- Punto chiave 3: I mercati hanno aumentato la probabilità di un rialzo dei tassi dopo il forte dato occupazionale, ma la pressione politica potrebbe influenzare la decisione finale.
Sentiment: NEUTRALE
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha intensificato la sua campagna di pressione sul Federal Reserve Board (Fed) in vista della prossima riunione del FOMC, prevista per il 15‑16 settembre. In un periodo in cui i mercati valutano con crescente probabilità un rialzo dei tassi di interesse, la pressione politica si presenta come un fattore di incertezza che potrebbe influenzare la decisione del Fed.
Pressione politica e le sue implicazioni
La campagna di pressione è stata lanciata da una coalizione di figure chiave dell’amministrazione: il presidente Trump, il vicepresidente J.D. Vance, il segretario al Tesoro Scott Bessent e l’economista senior Peter Navarro. Tutti hanno chiesto al Fed di non aumentare i tassi, con alcuni addirittura esortando a ridurli. La strategia è stata accompagnata da minacce di restrizioni commerciali verso paesi con surplus commerciali con gli Stati Uniti, se il Fed non dovesse ridurre i tassi.
Indipendenza del Fed e la prospettiva di Warsh
Kevin Warsh, nuovo presidente del Fed, ha ribadito l’indipendenza della banca centrale, affermando che la sua decisione è guidata esclusivamente dall’inflazione. In un discorso a Jackson Hole, Warsh ha sottolineato che il 54% dei componenti del PCE ha registrato un aumento superiore al 3% negli ultimi 12 mesi, evidenziando la pressione inflazionistica. Nonostante la pressione politica, Warsh ha mantenuto la posizione di mantenere i tassi stabili, citando la necessità di evitare un’eccessiva stimolazione economica.
Mercati e aspettative di tasso
I mercati hanno aumentato la probabilità di un rialzo dei tassi in vista della riunione del FOMC, spinti dal forte dato occupazionale di agosto. L’indice di occupazione ha mostrato un tasso di disoccupazione al 4,1% e un aumento medio delle ore lavorate del 0,3%, mentre i salari orari medi sono saliti del 3,1% rispetto all’anno precedente. Questi dati hanno alimentato la percezione che l’economia stia crescendo oltre la sua capacità produttiva, un fattore tradizionalmente associato a pressioni inflazionistiche.
Il ruolo della politica estera e dei tassi di inflazione
Trump ha sostenuto che l’economia statunitense dovrebbe godere dei tassi di interesse più bassi al mondo, citando il tasso annualizzato del CPI del 1,6% e del core PCE del 3,0%. Tuttavia, la maggior parte dei funzionari del Fed ha espresso preoccupazione per l’inflazione che ha superato il target del 2% per cinque anni consecutivi, con segnali di inflazione oltre i costi energetici e le tariffe commerciali.
Conclusioni
La pressione politica rappresenta un elemento di incertezza per la prossima decisione del Fed. Sebbene il presidente e i suoi collaboratori abbiano chiesto di mantenere i tassi bassi, la Fed ha dimostrato una forte indipendenza, concentrandosi sull’inflazione e sulla sostenibilità economica. L’esito della riunione del FOMC dipenderà dalla valutazione finale della Fed sull’equilibrio tra crescita economica e controllo dell’inflazione, nonché dalla capacità di gestire le pressioni politiche senza compromettere la credibilità della banca centrale.