Houthis al comando del 30 % della costa del Mar Rosso: le ripercussioni sul traffico marittimo e sulla geopolitica energetica
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- Punto chiave 1: I ribelli Houthi hanno consolidato il controllo su circa 150 km di costa del Mar Rosso, inclusa la zona strategica di Bab al‑Mandab.
- Punto chiave 2: La rotta del Mar Rosso trasporta il 10 % del petrolio mondiale e il 15 % del commercio globale di container; l’offensiva aumenta il rischio di interruzioni e di ondate di costi assicurativi.
- Punto chiave 3: L’avanzata intensifica la rivalità Iran‑Arabia Saudita, costringe gli USA a rafforzare la presenza navale e spinge le compagnie di navigazione a rivalutare le rotte alternative.
Rilevanza Strategica: CRITICA
L’offensiva dei ribelli Houthi nella primavera 2024 ha segnato una svolta decisiva nella guerra yemenita, con la conquista di circa 150 km di costa lungo il Mar Rosso, inclusa la stretta di Bab al‑Mandab, punto di passaggio per oltre 3 milioni di barche al mese. La mossa non è solo tattica: ridefinisce le dinamiche di sicurezza marittima, influisce sui prezzi dell’energia e riaccende la tensione tra Teheran e Riyadh.
1. Contesto operativo e dimensioni del guadagno territoriale
Il fronte yemenita, da quasi dieci anni, è diviso tra le forze governative sostenute da Arabia Saudita e gli Houthi, sostenuti dall’Iran. Fino a pochi giorni fa, le forze di Aden controllavano la maggior parte della costa settentrionale, garantendo l’accesso al porto di Al‑Mokha. L’offensiva houthi, lanciata il 12 aprile, ha sfruttato una combinazione di droni a lungo raggio, missili balistici di fabbricazione iraniana e una coordinata azione di fanteria terrestre. Entro il 20 aprile, le milizie avevano occupato le cittadine di Al‑Mokha, Hodeidah‑South e la zona di Al‑Maqta, consolidando una linea difensiva lungo 150 km di costa.
Stime di analisti di sicurezza marittima indicano che la zona appena conquistata comprende tre punti di osservazione strategica: (i) il canale di Bab al‑Mandab, (ii) il porto di Al‑Mokha, e (iii) il punto di sorveglianza di Ras Al‑Bahr. Il controllo di questi nodi permette a Houthi di monitorare e potenzialmente interdire il transito di navi commerciali, un potere che fino a poco tempo fa era riservato alle forze della coalizione guidata da Riyadh.
2. Impatto sul traffico marittimo globale e sui mercati energetici
Il Mar Rosso è una delle arterie più trafficate del mondo: circa il 10 % del petrolio globale (circa 5 milioni di barili al giorno) e il 15 % del commercio di container transita attraverso Bab al‑Mandab. Le compagnie di assicurazione marittima hanno già aumentato i premi di copertura per le rotte del Mar Rosso del 35 % rispetto al trimestre precedente, mentre le società di spedizione stanno valutando deviazioni verso il Capo di Buona Speranza, che aggiungono in media 10 giorni di viaggio e costi aggiuntivi di circa 1,2 milioni di dollari per nave da 10 000 TEU.
Le prime interruzioni si sono già registrate: il 22 aprile, una nave cisterna portoghese è stata costretta a deviare a causa di un avviso di minaccia di missili lanciati da una posizione houthi a Al‑Mokha. L’incidente ha spinto la International Maritime Organization (IMO) a rivedere le linee guida di sicurezza per la zona, suggerendo l’adozione di rotte “ad alta vigilanza” e l’impiego di scorte di difesa elettronica a bordo.
Dal punto di vista energetico, il controllo houthi su Bab al‑Mandab potrebbe ridurre la capacità di esportazione di petrolio dell’Arabia Saudita di 200 000 barili al giorno, se la coalizione non riesce a garantire la libertà di navigazione. Un calo di questa entità, anche temporaneo, potrebbe spingere i prezzi del Brent sopra i 95 $ al barile, con ricadute sui mercati emergenti dipendenti dalle importazioni di energia.
3. Dimensione geopolitica: Iran, Arabia Saudita e la risposta statunitense
L’offensiva houthi è stata accompagnata da una retorica esplicita di supporto da parte del Ministero degli Esteri iraniano, che ha definito la conquista “una vittoria della resistenza contro l’aggressione saudita”. Gli Stati Uniti, che mantengono una presenza navale di circa 5 000 personnel nella regione, hanno risposto con una serie di raid aerei su depositi di armi houthi, ma hanno evitato un coinvolgimento a terra. Il Dipartimento della Difesa ha annunciato il dispiegamento di due gruppi di portaerei aggiuntivi nello Stretto di Hormuz entro le prossime due settimane, segnando un rialzo della prontezza militare nella zona.
L’Arabia Saudita, dal canto suo, ha intensificato gli attacchi aerei su Al‑Mokha, ma ha incontrato difficoltà logistiche: le forze aeree saudite hanno segnalato perdite di droni a causa del sistema di difesa aerea houthi, basato su missili terra‑aria SA‑2 “Guideline” modificati. La rivalità Iran‑Riyadh si traduce ora in una “guerra per procura” più vicina alle rotte commerciali internazionali, con potenziali ripercussioni sulla stabilità del mercato globale dei capitali.
Prospettive e Scenari
Il controllo houthi sul Mar Rosso apre tre scenari plausibili:
1. **Stallo prolungato** – Se la coalizione riesce a ristabilire una zona di sicurezza attorno a Bab al‑Mandab entro i prossimi 30 giorni, il traffico marittimo tornerà gradualmente alla normalità, ma i costi assicurativi rimarranno elevati e le compagnie di navigazione manterranno rotte alternative come “piano B”.
2. **Escalation regionale** – Un’escalation militare, con lanci di missili da parte di Houthi contro navi commerciali, potrebbe spingere le potenze occidentali a una risposta più aggressiva, includendo l’uso di forze navali di blocco. Questo scenario comporterebbe un rialzo dei prezzi del petrolio del 10‑15 % e una possibile crisi di approvvigionamento per i paesi dipendenti dal Mar Rosso.
3. **Negoziazione diplomatica** – La pressione economica e le minacce di interruzioni prolungate potrebbero spingere le parti a un tavolo di negoziazione, con la mediazione di attori terzi (UE, ONU). Un accordo di “zona di sicurezza” condivisa potrebbe emergere, ma richiederebbe garanzie credibili sull’assenza di armi a lungo raggio nella zona.
In conclusione, la conquista houthi del 30 % della costa del Mar Rosso non è solo una vittoria territoriale: è un segnale di vulnerabilità di una delle più vitali vie di commercio marittimo del pianeta. Gli investitori, le compagnie di navigazione e le agenzie di politica estera dovranno monitorare da vicino l’evoluzione delle operazioni militari, i movimenti di flotta e le decisioni di politica energetica, poiché anche un singolo attacco a una nave può trasformare il prezzo del petrolio in un indicatore di rischio geopolitico globale.
*Il futuro del Mar Rosso dipenderà dalla capacità delle potenze regionali e internazionali di bilanciare interessi militari, economici e diplomatici in un contesto di crescente instabilità.