Opposizione locale e regolamentazione frenano il boom dei data center AI negli USA

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Negli ultimi mesi la crescita dei data center dedicati all’intelligenza artificiale negli Stati Uniti ha incontrato ostacoli significativi. Secondo l’energy advisory company Relae, da gennaio 2024 oltre 170 miliardi di dollari di capacità sono stati “bloccati, ritirati o sospesi” a causa di opposizione delle comunità. Parallelamente, le previsioni di spesa delle grandi aziende tecnologiche rimangono elevate: Goldman Sachs stima un investimento totale di circa 581 miliardi di dollari per l’infrastruttura AI nel paese nel 2024.

Blocco di capacità e incertezza sulla domanda

Le richieste speculative di nuovi data center hanno sollevato preoccupazioni sia per le utilities che per i regolatori. Oltre alla resistenza delle comunità, il settore affronta carenze di manodopera nella costruzione, lunghi tempi di consegna per apparecchiature elettriche critiche e disponibilità limitata di energia nei mercati chiave. Goldman Sachs prevede che la domanda di energia dei data center negli USA più che raddoppierà rispetto al 2025, raggiungendo i 66 GW entro il 2027, ma solo circa la metà della capacità programmata per i prossimi uno‑due anni dovrebbe entrare in esercizio nei tempi previsti. L’Electric Power Research Institute (EPRI) ha stimato che i data center rappresenteranno dal 9 % al 17 % del consumo elettrico nazionale entro il 2030, arrivando fino al 20 % entro il 2035.

Risposte delle autorità e delle utilities

Le autorità statali hanno iniziato a intervenire con norme più stringenti. In Texas, l’interconnessione di nuovi data center è stata sospesa in attesa di un audit della coda di 474 GW, valore più di cinque volte il picco di domanda record di poco più di 90 GW registrato nell’estate 2023. Il presidente e CEO dell’Electric Reliability Council of Texas (ERCOT), Pablo Vegas, ha definito le previsioni di carico “superiori alle attese”, mentre il presidente della Public Utilities Commission of Texas (PUCT), Thomas Gleeson, ha definito “estremamente alte” le proiezioni, sottolineando la natura speculativa di molte richieste. Il Senato Bill 6, firmato dal governatore Greg Abbott, impone ai potenziali grandi carichi di dimostrare il controllo del sito, coprire in parte gli upgrade della rete e accettare eventuali riduzioni di carico. Inoltre, la PUCT ha adottato un quadro di studio di cluster per carichi superiori a 75 MW, con l’obiettivo di pubblicare il primo piano di trasmissione entro la fine del 2027.

Le utilities, sia in mercati regolamentati che deregolarizzati, hanno introdotto tariffe per grandi carichi volte a filtrare le richieste speculative. Queste includono requisiti di durata minima dei contratti, fatturazione minima, garanzie collaterali, pagamenti anticipati per studi di impatto e penali di uscita. Alcune utilities, come NorthWestern Energy in Montana, hanno proposto esenzioni per carichi inferiori a 50 MW, mentre la Florida ha approvato una legge che obbliga i data center oltre i 50 MW a coprire integralmente i costi di connessione alla rete.

Impatto sul mercato e prospettive future

L’incertezza sulla reale capacità di carico dei data center influisce sulla pianificazione della rete elettrica. Bloomberg NEF ha stimato che la pausa delle interconnessioni in Texas potrebbe ritardare il 20 % del totale del pipeline nazionale di data center, con potenziali aumenti se la sospensione si prolungasse. In mercati regolamentati, le utilities stanno aumentando le tariffe di studio per le richieste di interconnessione e strutturando gli accordi di servizio elettrico per evitare aumenti di domanda non pianificati. Alcuni osservatori, come Karl Rábago, avvertono che le previsioni di carico presentate dalle utilities potrebbero essere sovrastimate per motivi di profitto, evidenziando una discrepanza tra le stime ufficiali e le proiezioni più credibili del settore.

Nel complesso, sebbene gli investimenti in infrastrutture AI rimangano consistenti, le barriere operative, normative e sociali stanno ridimensionando la velocità con cui i nuovi data center potranno essere realizzati e collegati alla rete elettrica. Il risultato è una maggiore cautela da parte di utilities, regolatori e investitori, che cercano di bilanciare le ambizioni tecnologiche con la stabilità e la sostenibilità del sistema energetico nazionale.

Fonte

oilprice.com

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