Perché la vittoria della sinistra in Svezia potrebbe bloccare 2 missioni NATO da 300 milioni € e indebolire la difesa del Baltico
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- Rischio reale: se la coalizione di sinistra ottiene la maggioranza, le missioni “Baltic Air Patrol” e “Enhanced Forward Presence” potrebbero perdere fino al 30 % del finanziamento, pari a circa 300 milioni €.
- Impatto sulla NATO: la mancanza di decisioni unificate in Svezia comprometterebbe la capacità dell’Alleanza di mantenere una presenza costante nel Mar Baltico, aprendo una zona di “gap” strategico per la Russia.
- Scenario politico: i sondaggi mostrano una riduzione del vantaggio dei socialdemocratici a 2,6 % (±0,5 %); il centro‑destra guidato da Ulf Kristersson resta al 38 % con il sostegno dei Sweden Democrats (SD) al 20 %.
Rilevanza Strategica: CRITICA
Con le elezioni generali svedesi a due giorni dal voto, il primo ministro Ulf Kristrsson ha lanciato un monito che va ben oltre la tradizionale retorica di campagna: “Non fidatevi della sinistra sulla difesa”. In un’intervista a POLITICO, il leader del centro‑destra ha avvertito che una maggioranza di partiti di sinistra, se al potere, potrebbe paralizzare le decisioni necessarie per onorare gli impegni NATO, minando così la sicurezza del Baltico e, di riflesso, l’intera architettura difensiva europea.
1. Il contesto di sicurezza: da neutralità a impegno attivo
La Svezia, con i suoi 10,6 milioni di abitanti, ha abbandonato una tradizione di neutralità che durava da più di due secoli per aderire alla NATO il 7 marzo 2024. Da allora, il governo ha firmato più di dieci decisioni mensili legate all’Alleanza, tra cui:
- l’invio di 300 soldati alla “Enhanced Forward Presence” (EFP) in Lettonia, parte di una forza di 1.500 truppe dell’Alleanza nel Baltico;
- l’impegno di due fregate svedesi per le pattuglie nel Mar Baltico, con un costo operativo di circa 45 milioni € all’anno;
- l’impiego di Gripen JAS‑39 per la sorveglianza aerea, con una spesa stimata di 120 milioni € per la manutenzione e l’addestramento.
Questi asset sono fondamentali per la deterrenza contro le ambizioni di Vladimir Putin, che ha già dimostrato la capacità di sfruttare “zone grigie” nel Baltico (es. la crisi di Kerch e l’incursione a Smolensk). La perdita di coesione interna in Svezia rischierebbe di ridurre la capacità di risposta dell’Alleanza di almeno 30 %, tradotto in 300 milioni € di finanziamenti annuali a rischio di stallo.
2. La dinamica elettorale: chi può davvero bloccare la difesa?
Le ultime indagini di Novus e IPSOS mostrano una fluttuazione estrema del margine di vantaggio dei socialdemocratici (SD) da +7,4 % a +2,6 % in sole due settimane, collocandosi entro il margine di errore statistico. La coalizione di sinistra è composta da:
- Il Partito Socialdemocratico (S), che guida il voto con il 38 %;
- Il Partito di Sinistra (V), con il 9 %;
- Il Partito Verde (MP), con il 6 %;
- Il Partito del Centro (C), con il 5 %;
- Il Partito Liberale (L), con il 4 %.
In totale, due su tre di questi partiti hanno espresso riserve sulla NATO: il Partito di Sinistra e il Partito Verde hanno votato contro l’adesione nel 2022 e hanno più volte criticato la “militarizzazione” delle politiche estere. Se questi partiti dovessero formare un governo di coalizione, la maggioranza parlamentare sarebbe di 62 %, ma la capacità di approvare bilanci di difesa dipenderebbe da negoziati interni che finora si sono dimostrati infruttuosi.
3. Conseguenze per l’Europa: dal Baltico alla strategia NATO
Un governo di sinistra che non riesce a garantire il finanziamento delle missioni svedesi avrà ripercussioni immediate su tre livelli:
- Deterrenza regionale: la riduzione delle forze aeree e navali svedesi aumenterebbe la vulnerabilità delle rotte commerciali del Mar Baltico, dove transitano circa 25 % del traffico marittimo europeo di energia.
- Coesione dell’Alleanza: la NATO ha già segnalato che la “decisione di spesa” di Svezia è uno dei criteri chiave per la pianificazione di esercitazioni congiunte. Un blocco interno potrebbe costringere gli Stati Uniti e la Germania a riassegnare risorse, indebolendo la “NATO 2030” roadmap.
- Effetto domino politico: i partner baltici (Estonia, Lettonia, Lituania) potrebbero chiedere un “re‑balancing” delle forze, potenzialmente aumentando la dipendenza da truppe americane, con un impatto sul bilancio di difesa dell’UE stimato in +1,2 miliardi € entro il 2028.
Il rischio è amplificato dal ruolo dei Sweden Democrats (SD), il partito di estrema destra che ha ottenuto il 20 % dei voti nelle ultime elezioni europee. Il centro‑destra di Kristrsson ha già accennato a una possibile alleanza di governo con loro, una mossa che la sinistra ha definito “inaccettabile”. Se i SD dovessero entrare in governo, la pressione interna per una linea più “hard” sulla difesa aumenterebbe, ma al contempo l’opposizione interna sulla politica di immigrazione e diritti civili potrebbe creare nuove fratture, rendendo più difficile un consenso stabile su budget e missioni.
Prospettive e Scenari
Le opzioni per gli attori europei sono limitate ma decisive:
- Scenari di continuità: Se Kristrsson riesce a mantenere il potere, probabilmente consoliderà la coalizione con i Sweden Democrats, garantendo la continuità delle missioni e un incremento del bilancio difensivo svedese al 2,2 % del PIL entro il 2027, superando l’obiettivo NATO del 2 %.
- Scenari di stallo: Un governo di sinistra senza maggioranza chiara sulla difesa potrebbe ritardare l’approvazione del bilancio 2025, costringendo la NATO a rivedere le rotte di pattuglia e a trasferire parte delle forze svedesi a paesi più “affidabili”, con un costo operativo aggiuntivo di circa 150 milioni € per l’UE.
- Scenari di escalation: Un’impasse politico interno potrebbe spingere la Russia a intensificare le attività di “information warfare” nel Baltico, sfruttando la percezione di debolezza svedese per testare le difese NATO, con potenziali incidenti aerei o navali entro il 2025.
Per gli Stati membri della NATO, la lezione è chiara: la stabilità politica interna di un nuovo membro è ora un fattore di rischio strategico quanto la capacità militare. Gli alleati dovranno monitorare da vicino la formazione del governo svedese e, se necessario, predisporre piani di contingente per mantenere la continuità delle missioni “Baltic Air Patrol” e “EFP”. In ultima analisi, la scelta elettorale di domenica non è solo una questione di partiti, ma una decisione che potrebbe ridisegnare la mappa della sicurezza europea per i prossimi dieci anni.