Scoperto hack per RTX 20-40: raddoppio velocità tensoriale su RTX 4090
Modders italiani sbloccano le GPU Nvidia RTX 20, 30 e 40 rimuovendo il limite AI a metà velocità, raddoppiando il throughput tensoriale della RTX 4090 e migliorando fino all’80% le operazioni di matrix-math su altre schede.
Una community di modder ha individuato un exploit firmware capace di rimuovere il limite imposto da Nvidia alle prestazioni AI delle schede GeForce RTX 20, 30 e 40. Come riportato da Tom’s Hardware, la rimozione del throttling consente alla RTX 4090 di raddoppiare il suo picco tensoriale, con guadagni fino all’80 % su operazioni di matrix-math per la RTX 3090 Ti. L’operazione, però, resta sperimentale e comporta rischi di instabilità.
- Raddoppio del throughput tensoriale: la RTX 4090 passa da 165,6 TFLOPS a 331,6 TFLOPS su FP16.
- Miglioramenti su altre schede: la RTX 3090 Ti registra +35 % su FP16, +80 % su BF16 e +94 % su TF32.
- Limiti pratici: i guadagni reali in workload AI sono inferiori al raddoppio teorico, poiché dipendono dalla larghezza di banda della memoria.
- Rischi: i progetti avvertono possibili danni hardware, blocchi del sistema o corruzione dati.
Come funziona l’exploit firmware
L’analisi di Jon Pry, pubblicata su Zenodo, ha evidenziato una vulnerabilità di stack buffer overflow nel coprocessore sicuro (SEC2) della GPU. Il bug, presente nel firmware “Booter” firmato, permette di scrivere un valore a 4 byte (payload V67) che sblocca due bit di controllo della velocità. Una volta in “heavy secure mode”, il driver host può impostare il registro di velocità al valore massimo, annullando il throttling AI previsto da Nvidia.
Tre progetti open-source hanno implementato questa tecnica: gpu-unlock per le schede Ampere, gpu-unlock-ada per le Ada Lovelace e turing-unlock per le Turing. Ognuno fornisce un modulo Linux non ufficiale; per Windows è in fase di sviluppo un port sperimentale basato su un bootloader EFI.
Impatto sui carichi di lavoro AI
Il limite originale di Nvidia riduceva le operazioni FP32-accumulate a metà della velocità FP16-accumulate, una restrizione che non colpisce le versioni Pro. Con l’exploit, le schede consumer recuperano la capacità nativa di matrix-math, accelerando operazioni di inferenza e generazione di contenuti. Tuttavia, le velocità di token per i chatbot rimangono sostanzialmente invariate, poiché dipendono dalla larghezza di banda della memoria GDDR6X, non dal throughput tensoriale.
I test riportati mostrano variazioni significative a seconda del limite di potenza impostato: le schede con TDP più alto (450 W) ottengono miglioramenti superiori al 70 %, mentre quelle limitate a 225 W registrano incrementi intorno al 25 %. Inoltre, le differenze tra Linux e Windows suggeriscono che l’ottimizzazione del driver influisce notevolmente sui risultati.
Il punto di vista di AllFounds: cosa cambia davvero
Dal punto di vista di un giornalista tecnologico, l’exploit rappresenta una dimostrazione di come le limitazioni software possano essere aggirate, ma non è una soluzione pronta per l’uso quotidiano. I vantaggi sono evidenti solo in scenari di calcolo intensivo su tensor core, come il training di modelli di intelligenza artificiale o la generazione di immagini con diffusion. Per i gamer o gli utenti che impiegano le GPU per applicazioni tradizionali, l’impatto è marginale.
Il principale rischio resta la possibile invalidazione della garanzia e il pericolo di danneggiare l’hardware, soprattutto su schede con firmware firmato. Consiglio agli utenti italiani di valutare attentamente la necessità di tale sblocco: se si è sviluppatori AI o ricercatori con esigenze di throughput estremo, l’exploit può valere la pena; altrimenti è più prudente attendere eventuali aggiornamenti ufficiali da Nvidia.
Domande frequenti
È legale utilizzare questi mod?
L’utilizzo di firmware modificato non viola direttamente la legge, ma può infrangere i termini di servizio di Nvidia e annullare la garanzia. Inoltre, la distribuzione di software che altera firmware firmato può avere implicazioni legali in alcune giurisdizioni.
Qual è il rischio di danneggiare la GPU?
Gli sviluppatori avvertono che l’exploit può causare blocchi del sistema, corruzione dei dati o, in casi estremi, danni permanenti al chip. È consigliabile eseguire il backup del firmware originale e testare su una scheda non critica.