Attacco alla catena di fornitura ConnectWise: hacker usano agenti IA per colpire 2.250 tenant
Storm-0940, attore cinese, sfrutta il framework open-source ARTEX per un massiccio attacco alla supply chain ConnectWise, colpendo più di 2.250 tenant Microsoft 365.
Tom’s Hardware ha riportato un nuovo e preoccupante scenario di cyber-minaccia: il gruppo Storm-0940, allineato allo Stato cinese, ha impiegato il framework open-source ARTEX, basato su agenti LLM, per orchestrare un attacco alla catena di fornitura di ConnectWise. L’operazione ha interessato oltre 2.250 tenant Microsoft 365, sfruttando credenziali rubate dell’app ConnectWise per accedere senza interazione umana.
- Numero di tenant colpiti: più di 2.250 tenant Microsoft 365
- Tentativi di password spray: picco di 2.900 tentativi al minuto, 111.000 in un solo giorno
- Account target: 327 account in otto organizzazioni, con 151.000 tentativi falliti
- Tempo di compromissione: accesso privilegiato ottenuto in meno di tre ore dal primo contatto
Come funziona ARTEX: agenti IA al servizio del penetration testing
ARTEX è un framework di penetration testing autonomo che utilizza modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) per generare agenti capaci di eseguire scansioni, ricognizione e attacchi di password spraying senza supervisione costante. Gli agenti operano 24 ore su 24, accelerando le fasi di scouting e sfruttamento, riducendo drasticamente il tempo a disposizione dei difensori per rilevare e mitigare le intrusioni.
Le fasi dell’attacco alla supply chain ConnectWise
Il gruppo ha prima ottenuto l’accesso non autorizzato all’applicazione multi-tenant di ConnectWise, rubando le credenziali delle app cloud. Successivamente, gli agenti IA hanno effettuato login simultanei su più tenant Microsoft 365, sfruttando OAuth per impersonare le app e compiere operazioni di directory, modifica di ruoli privilegiati e creazione di segreti con scadenza nel 2028. In alcuni casi, l’app si è auto-assegnata il ruolo di Global Administrator, come evidenziato da Microsoft Defender.
Il punto di vista di AllFounds: cosa cambia davvero
Questo attacco segna una svolta nella minaccia informatica: l’uso di agenti IA rende le operazioni di penetrazione più rapide e meno dipendenti da interventi umani. Per le aziende italiane, il messaggio è chiaro: non basta più monitorare le vulnerabilità tradizionali; occorre implementare sistemi di rilevamento comportamentale in tempo reale e limitare l’uso di credenziali di applicazioni cloud a privilegi minimi. Consiglio di rivedere le policy OAuth, attivare il controllo di accesso condizionale su Microsoft 365 e, soprattutto, di tenere sotto stretta osservazione le integrazioni di terze parti come ConnectWise.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra un attacco tradizionale e uno basato su agenti IA?
Gli attacchi tradizionali richiedono interventi manuali per ogni fase (ricognizione, exploit, movimento laterale). Gli agenti IA automatizzano queste fasi, operano 24 h e possono adattarsi in tempo reale, riducendo il tempo di risposta dei difensori.
Cosa devono fare subito le organizzazioni colpite da questo tipo di minaccia?
Disattivare immediatamente le connessioni di app sospette, revocare le credenziali OAuth compromesse, rafforzare l’autenticazione a più fattori e avviare un’analisi forense dei log di accesso per identificare eventuali modifiche a ruoli privilegiati.