Arresti di oltre 50 manifestanti pro-Palestine Action durante la conferenza Labour a Liverpool
La Polizia di Merseyside ha confermato domenica l’arresto di più di cinquanta persone che manifestavano a sostegno del gruppo Palestine Action, dichiarato “terroristico” dal governo laburista nel luglio 2025. I manifestanti, organizzati da Defend Our Juries, si erano radunati fuori dal centro congressi della conferenza annuale del Partito Laburista a Liverpool, dove hanno esposto striscioni e materiale di supporto al gruppo proibito.
Contesto della protesta
La manifestazione si è svolta nella giornata di apertura della conferenza del Partito Laburista, presieduta dal primo ministro Andy Burnham, secondo quanto riferito dalla corrispondente di Al Jazeera a Liverpool, Milena Veselinovic. Gli organizzatori hanno dichiarato di voler mettere al centro dell’agenda politica la proscrizione di Palestine Action, chiedendo maggiore attenzione al conflitto in Gaza.
Dettagli degli arresti
Le forze dell’ordine hanno riferito di aver rispettato il diritto di protesta legittima, ma hanno proceduto all’arresto di chi esponeva materiale a favore di Palestine Action, citando il Terrorism Act. Tra gli arrestati vi era anche il cantante Robert Del Naja, frontman del gruppo Massive Attack. Gli agenti hanno invitato i manifestanti a deporre i cartelli prima di condurli via, informandoli che l’intervento era stato effettuato ai sensi della normativa antiterrorismo.
Reazioni di attivisti e organizzazioni
Un manifestante ha dichiarato a Al Jazeera che “essere arrestati non è nulla rispetto a ciò che sta vivendo la popolazione di Gaza, ed è anche giustificato perché si tratta del nostro diritto alla libertà di espressione”. Un altro ha sottolineato la presenza di “sacerdoti, operatori sanitari, persone che si preoccupano profondamente del bene e del male”. Kerry Moscogiuri, amministratore delegato di Amnesty International UK, ha definito gli arresti “un attacco davvero vergognoso alla libertà di parola” e ha invitato il nuovo primo ministro a riformare le leggi per tutelare il diritto di manifestare.
Durante la manifestazione, alcuni attivisti hanno avvicinato il Segretario agli Esteri Ed Miliband all’interno di un ristorante, chiedendo la revoca del divieto su Palestine Action e la denuncia del genocidio in Gaza. Miliband avrebbe rifiutato di commentare la richiesta.
Procedimenti giudiziari
Da quando il gruppo è stato inserito nella lista dei gruppi terroristici, è emersa una campagna di disobbedienza civile che ha portato all’arresto di più di 3 600 persone per aver mostrato supporto a Palestine Action, spesso con cartelli recanti la frase “I oppose genocide. I support Palestine Action.”. La Corte Suprema del Regno Unito è chiamata a esaminare il caso, dopo che la Corte d’Appello di Londra ha confermato il divieto nel giugno corrente.