Il “debasement trade” torna in auge: crypto e oro in rialzo dopo la mossa di Bessent
- Punto chiave 1: Il debasement trade si rafforza grazie alla riduzione dei buyback di Treasury da parte di Bessent, spingendo oro e crypto verso nuovi massimi.
- Punto chiave 2: Il debole dollaro e l’aumento dei rendimenti a lungo termine alimentano la domanda di asset rifugio, mentre la Fed potrebbe dover aumentare i tassi per contenere l’inflazione.
- Punto chiave 3: Gli analisti prevedono che l’oro possa superare i $4.800 l’once, mentre Bitcoin rimane in rialzo con potenziale di crescita a lungo termine.
Sentiment: BULLISH
Negli ultimi giorni, il mercato ha assistito a un rinnovato interesse per il cosiddetto “debasement trade”, una strategia che vede gli investitori spostare i propri capitali verso asset dure come oro e criptovalute in risposta a preoccupazioni sul deficit di bilancio e sul costo crescente del debito pubblico. La mossa di Scott Bessent, segretario al Dipartimento del Tesoro, di raddoppiare i buyback di Treasury ha dato il segnale necessario per far ripartire questa dinamica.
Il concetto di debasement trade
Il debasement trade si basa sull’idea che, in un contesto di crescente indebitamento e svalutazione della valuta, gli investitori cercano rifugio in asset che mantengano il loro potere d’acquisto. Oro, criptovalute e altre materie prime sono spesso considerati “hard assets” in grado di proteggersi dall’inflazione e dalla svalutazione del dollaro.
La mossa di Bessent e l’impatto sui Treasury
La decisione di Bessent di aumentare i buyback di Treasury a $4 billion, rispetto ai precedenti $2 billion, è stata vista come un segnale di fiducia nel mercato dei titoli di stato. Tuttavia, gli analisti sottolineano che l’importo, seppur significativo, è ancora molto piccolo rispetto all’intero mercato. Come ha osservato Stephen Coltman di 21Shares, “l’effetto di segnalazione è stato molto potente, seppur l’ammontare sia modesto”.
Nonostante ciò, i rendimenti a lungo termine hanno subito un picco, con il 30‑year yield che ha toccato un massimo di 5,34% – l’ultimo livello record in 20 anni – prima di crollare nuovamente in seguito ai buyback.
Rally di oro e criptovalute
L’oro ha raggiunto massimi di tre mesi, con un incremento di oltre il 5% la settimana scorsa e un trend positivo che si proietta verso la più grande crescita mensile dal 1999. Bitcoin, d’altra parte, ha chiuso la settimana con un rally del 22%, il più grande in tre giorni dal 2023, e ha toccato $80.000 in una sessione notturna.
Gli analisti di Deutsche Bank, come Michael Hsueh, prevedono che l’oro possa superare i $4.800 l’once, mentre Ray Dalio di Bridgewater Associates consiglia di mantenere una posizione overweight su oro e Bitcoin, citando la “crisi del debito” imminente come fattore di rischio.
Il debole dollaro e le aspettative di politica monetaria
Il dollar index ha registrato il minimo a tre mesi la settimana scorsa, con una perdita di 0,5% rispetto a quattro settimane di trend discendente. Questa debolezza è stata alimentata dalla crescente incertezza sul bilancio federale, che ha raggiunto un deficit di $1,5 trilioni in luglio, il più alto in cinque anni.
Il mercato ha interpretato la riduzione dei buyback come un segnale che la Fed potrebbe dover aumentare i tassi per contenere l’inflazione, che continua a superare il target del 2%. Secondo il modello FedWatch di CME, la probabilità di un aumento dei tassi a ottobre è salita al 56%, un incremento di oltre sette punti percentuali rispetto alla settimana precedente.
Analisi di mercato e prospettive future
Il dibattito tra gli investitori è diviso. Mentre alcuni vedono nel debasement trade una strategia vincente per proteggersi dall’inflazione e dalla svalutazione del dollaro,