Bitcoin supera gli 81.000 dollari: l’onda di rialzo guidata da obbligazioni USA e crisi petrolifera
Venerdì mattina, il mercato di Wall Street ha dato il via a un’impennata inarrestabile per il Bitcoin, spingendo il prezzo oltre gli 81.000 dollari. Il rialzo è stato alimentato da due fattori macroeconomici: il rimbalzo dei rendimenti dei titoli di Stato USA a 30 anni e le tensioni legate all’offerta di petrolio globale. In pochi minuti, le liquidazioni short hanno raggiunto quasi 250 milioni di dollari, segnalando una pressione di vendita sempre più debole. Parallelamente, l’International Energy Agency ha avvertito di possibili restrizioni al consumo, creando un contesto di incertezza che ha spinto gli investitori verso asset sicuri come il Bitcoin.
- Bitcoin rompe la soglia dei 81.000 $ con un picco a 81.034 $.
- Liquidazioni short cumulative di circa 250 milioni di $ in sole quattro ore.
- Rendimento del 30‑anno USA al 5,34 % alimenta la spinta rialzista.
Sentiment: BULLISH
Il ruolo dei rendimenti obbligazionari nella spinta al Bitcoin
Il rialzo dei rendimenti del Treasury a 30 anni, che ha toccato il 5,34 % – un incremento di 90 punti base in una sola giornata – ha avuto un impatto diretto sulla propensione al rischio degli investitori. Quando i rendimenti obbligazionari salgono, il costo opportunità di detenere asset non produttivi di interessi diminuisce, rendendo più attraenti le criptovalute, soprattutto il Bitcoin, che è percepito come una riserva di valore alternativa. Inoltre, l’aumento dei tassi ha innescato una serie di liquidazioni di posizioni short, con dati di CoinGlass che mostrano una perdita di quasi 250 milioni di dollari in quattro ore. Queste liquidazioni hanno rimosso una pressione ribassista significativa, consentendo al prezzo di superare il livello psicologico dei 80 000 $, per poi spingersi verso il nuovo record di 81.034 $. L’analisi di Rekt Capital evidenzia che i “bulls” si trovano ora davanti a un “momento di verità”, ma la conferma del livello di 82.000 $ potrebbe consolidare definitivamente la tendenza al rialzo.
Crisi petrolifera e le implicazioni per il mercato cripto
Parallelamente ai movimenti dei rendimenti, la crisi del mercato petrolifero ha aggiunto ulteriore volatilità. Il prezzo del WTI è sceso a 94,8 $ per barile prima di risalire nuovamente, aggirandosi intorno ai 98 $ al momento della scrittura. L’International Energy Agency (IEA) ha avvertito che, se le forniture del Golfo rimarranno limitate, le scorte commerciali continueranno a diminuire rapidamente, costringendo i mercati a richiedere ulteriori riduzioni della domanda. In questo scenario, gli investitori tendono a cercare asset non correlati ai mercati energetici, e il Bitcoin ha beneficiato di questa fuga verso la “safe haven”. Inoltre, la riduzione delle riserve di emergenza dell’IEA e le deviazioni dei flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz hanno aumentato l’incertezza geopolitica, fattore che tradizionalmente favorisce l’adozione di criptovalute come copertura contro shock macroeconomici.
Analisi on‑chain: il True Market Mean e le riserve corporate
Dal punto di vista on‑chain, il Bitcoin ha riconquistato il suo True Market Mean (TMM), ossia il costo medio aggregato di tutti i Bitcoin acquistati sui mercati secondari, attualmente fissato a 76.660 $. Superare questo livello indica che il prezzo è nuovamente in una zona di profitto per la maggior parte dei detentori, riducendo la pressione di vendita. Inoltre, le riserve corporate – il valore medio di Bitcoin detenuto nei bilanci delle aziende – si attestano a circa 80.500 $, appena sopra la soglia attuale, il che suggerisce che le società stanno mantenendo o addirittura rafforzando le proprie posizioni in risposta al contesto macro. Glassnode ha sottolineato che, con il prezzo al di sopra del TMM e delle riserve corporate, il Bitcoin è entrato in un regime “bullish”, dove la domanda di acquisto supera quella di vendita. Questo scenario è ulteriormente sostenuto dalle dinamiche di liquidazione short, dal flusso di capitali dalle obbligazioni a rendimenti più alti e dalla ricerca di protezione contro l’instabilità energetica. In sintesi, il Bitcoin sta consolidando un nuovo picco di prezzo alimentato da fattori macroeconomici convergenti, segnando una fase di crescita potenzialmente sostenuta per i prossimi mesi.