Waymo raddoppia a 2 milioni il lobbying: la guerra dei robotaxi che può ribaltare il mercato Uber
**
- Punto chiave 1: Waymo ha speso più di 2 milioni $ in lobbying tra aprile‑giugno 2026, +93 % rispetto all’anno precedente, avvicinandosi al budget di Uber.
- Punto chiave 2: La strategia di Waymo punta a una normativa federale “all‑in‑one” per i robotaxi, mentre Uber spinge per una rollout ibrida con driver umani.
- Punto chiave 3: Le pressioni a livello statale (NY, NJ, DC) stanno già modellando la distribuzione delle flotte: New York potrebbe vedere il primo mercato di massa se la proposta di Waymo prevale.
Rilevanza Strategica: CRITICA
Waymo, la controllata di Alphabet dedicata alla guida autonoma, ha quasi raddoppiato la spesa per il lobbying negli Stati Uniti, superando il milione di dollari solo nel primo trimestre del 2026 e raggiungendo più di 2 milioni $ entro giugno. L’incremento, pari al 93 % rispetto allo stesso periodo del 2025, segna un cambiamento di rotta decisivo nella corsa contro Uber per il dominio dei robotaxi. L’obiettivo è chiaro: far aprire le porte a un servizio di taxi completamente autonomo, senza la “cattura” di Uber che propone un modello ibrido. Questa dinamica sta già ridefinendo le alleanze politiche, le strategie di investimento e la percezione pubblica del futuro della mobilità urbana.
1. Il fronte federale: da “framework” a “green‑light” per i robotaxi
Il lobbying di Waymo si concentra su Washington, dove ha assunto la boutique Greenberg Traurig per guidare una campagna mirata a una normativa federale che consenta il lancio di flotte commerciali senza pilota. Attualmente, la normativa è frammentata: il Dipartimento dei Trasporti (DOT) richiede approvazioni caso per caso, e la Federal Aviation Administration (FAA) ha avviato studi su “veicoli a guida autonoma a livello stradale”. Waymo vuole un “Federal Autonomous Vehicle Framework” (FAVF) che stabilisca requisiti di sicurezza, test di resilienza cyber‑fisica e un regime di responsabilità unico per tutti gli operatori.
Se approvato, il FAVF ridurrebbe i tempi di certificazione da anni a mesi, consentendo a Waymo di scalare rapidamente in mercati ad alta densità come New York, Los Angeles e Chicago. Inoltre, un quadro normativo unico creerebbe barriere d’ingresso per concorrenti più piccoli, consolidando la posizione di Waymo come “standard‑setter”. La spesa di 2 milioni $ è quindi un investimento strategico per influenzare una regolamentazione che potrebbe valere decine di miliardi di dollari in opportunità di mercato.
2. La battaglia statale: New York, New Jersey e Washington DC come campo di prova
Parallelamente al lobbying federale, Waymo ha intensificato la pressione a livello statale. In New York, ha speso oltre 500 000 $ nel 2026, più del doppio di Uber, per convincere il governo statale a riconsiderare la decisione della governatrice Kathy Hochul di ritirare la proposta di “state‑wide autonomous service”. Waymo ha offerto un fondo da 20 milioni $ per sostenere i driver tradizionali colpiti dalla transizione, una mossa che combina lobbying con “political philanthropy” e mira a neutralizzare l’opposizione dei sindacati.
Nel District of Columbia, Waymo ha superato sia Uber che Zoox nella spesa per i legislatori, puntando a un “pilot program” che consentirebbe il test di 1 000 robotaxi entro il 2027. In New Jersey, la compagnia sta collaborando con i legislatori per avviare un progetto pilota triennale, mentre Uber propone un modello ibrido che impone il 85 % di corse con driver umani. La divergenza di approcci sta creando una “biforcazione normativa” tra stati che adotteranno il modello “full‑autonomous” di Waymo e quelli che seguiranno la via ibrida di Uber.
3. Implicazioni finanziarie e di mercato: chi guadagna e chi perde?
Il rialzo della spesa di lobbying di Waymo non è un semplice costo operativo; è una scommessa sul valore di mercato dei robotaxi. Secondo le stime di BloombergNEF, il mercato globale dei robotaxi potrebbe raggiungere i 250 miliardi $ entro il 2035, con una CAGR del 38 % dal 2026. Se Waymo riesce a fissare un quadro normativo favorevole, potrebbe catturare una quota di mercato pari al 30‑40 % nelle città più grandi, tradotto in ricavi annuali superiori ai 10 miliardi $ entro il 2030.
Uber, d’altro canto, ha investito più di 10 miliardi $ negli ultimi 12 mesi in equity e partnership per compensare l’abbandono del proprio programma interno di guida autonoma nel 2020. La sua strategia ibrida è una risposta difensiva: mantenere il controllo della piattaforma di ride‑hailing, garantire la continuità dei driver umani e, allo stesso tempo, integrare robotaxi di terze parti (inclusi quelli di Waymo). Tuttavia, se le legislazioni federali e statali favoriranno il modello “full‑autonomous”, Uber rischia di perdere la leva di mercato, poiché la sua rete ibrida richiederà concessioni più onerose e potrà essere percepita come un tentativo di “regulatory capture”.
Un altro elemento chiave è la pressione dei sindacati e delle organizzazioni di lavoro. In New York e Illinois, i sindacati dei driver hanno lanciato campagne di sensibilizzazione contro i robotaxi, temendo la perdita di posti di lavoro. Waymo ha tentato di mitigare il rischio con il fondo da 20 milioni $, ma la percezione pubblica rimane un fattore di volatilità per gli investitori. Le azioni di Alphabet (GOOGL) hanno mostrato una volatilità del ±4 % nei giorni in cui sono stati rilasciati i dati di lobbying, indicando che il mercato è sensibile a questi sviluppi normativi.
Prospettive e Scenari
Il prossimo anno sarà decisivo per la “guerra dei robotaxi”. Se il Congresso approverà il FAVF entro la fine del 2026, Waymo potrà avviare una fase di espansione rapida, consolidando partnership con municipalità e creando un ecosistema di fornitori di hardware, software e servizi di manutenzione. In questo scenario, Uber sarà costretto a negoziare accordi di co‑sfruttamento o a investire ulteriormente in partnership con produttori di AV (es. Aurora, Motional) per rimanere competitivo.
Al contrario, se la normativa rimarrà frammentata e i legislatori statali continueranno a imporre condizioni ibride, Uber potrà mantenere il suo vantaggio di piattaforma, sfruttando la sua base di driver umani per offrire un servizio “flessibile” che potrebbe risultare più accettabile per i consumatori e per i gruppi di pressione. In tal caso, Waymo dovrà puntare su mercati più piccoli o su collaborazioni con operatori locali per evitare di concentrare tutti gli investimenti in un unico modello di business.
In sintesi, il raddoppio della spesa di lobbying di Waymo non è solo una corsa a influenzare i politici: è un segnale di un cambiamento strutturale nell’intero settore della mobilità urbana. Il risultato di questa battaglia definirà chi, tra i giganti della tecnologia e dei trasporti, avrà il controllo del futuro delle città americane — e, di riflesso, di quelle globali.